| I fondamentali nell'espressione
dell'incertezza di misura Questa sezione presenta un metodo semplificato per calcolare ed esprimere correttamente l'incertezza di misura. L'approccio è quello utilizzato dal NIST, lstituto di Metrologia degli Stati Uniti, caratterizzato dal pragmatismo, efficacia e semplicità d'uso che normalmente fanno parte del modo di lavorare dei colleghi d'oltreoceano. In particolare si fa riferimento al documento NIST Technical Note 1297 (TN 1297), Guidelines for Evaluating and Expressing the Uncertainty of NIST Measurement Results, in parte basato sulla Guida ISO Guide to the Expression of Uncertainty in Measurement. Per le definizioni dei termini utilizzati è possibile consultare il glossario oppure fare riferimento al documento ISO Guide, entitled the International Vocabulary of Basic and General Terms in Metrology (VIM) Premettiamo subito che questo approccio analitico (che chiamiamo da laboratorio) è diverso da quello pratico, utilizzato in azienda (MSA, o studio R&R). Qui andiamo a studiare a priori tutto ciò che può aiutarci a dare un numero ben definito all'incertezza di misura che segue la misura che diamo ad una grandezza. Qui non parliamo di tolleranze di lavorazione da rispettare!. Là invece (MSA) eseguiamo una serie di misure, utilizzando diversi operatori e diversi pezzi, per poter stabilire, a fronte di definite tolleranze di lavorazione, se il nostro processo di misura (limitato a pezzo, strumento, operatore) è capace, cioè se possiamo essere ragionevolmente certi che il nostro sistema di misura abbia una ripetibilità (errore strumento) e riproducibilità (errore operatore) tali da coprirci dal rischio di accettare pezzi difettosi o rifiutare pezzi buoni. In pratica vogliamo solo capire se siamo abbastanza lontani dalle tolleranze indicate sul disegno. Molto spesso questo approccio è sufficiente in ambito industriale. Se vogliamo seguire l'approccio da laboratorio, la sequenza da seguire è tutta in questi 5 passi: 1) capire
quali elementi influiscono sull'equazione (o processo) di
misura e quali vogliamo ritenere significativi Se hai dubbi o necessità di chiarimenti, contattaci.
Equazione del processo di misura La quantità che vogliamo misurare Y (misurando) è legata ad n grandezze X1, X2, . . . , XN , tramite una funzione f, chamata equazione di misura:
Delle grandezze Xi fanno parte anche eventuali fattori correttivi, o altri fattori che tengono in considerazione altre sorgenti di variabilità della misura, dovute ad altri operatori, altri strumenti di misura, altri campioni, altri laboratori, altri momenti in cui la misura viene rilevata, etc. La funzione f dell'equazione (1) non è l'espressione di una legge fisica, ma descrive matematicamente un intero processo di misura. Essa deve contenere tutte le quantità che possono contribuire in modo significativo all'incertezza di misura globale. Andiamo a stimare la variabile di uscita Y con una stima y, ottenuta da (1) utilizzando stime x1, x2, . . . , xN per le quantità X1, X2, . . . , XN, ottenendo una stima y, data da:
Esempio: se applichiamo una differenza di potenziale V ai terminali di un resistore (a resistenza variabile con la temperatura) con una resistenza R0 alla temperatura t0 ed un coefficiente lineare di dipendenza dalla temperatura b, la potenza dissipata P (il misurando) alla temperatura t dipende dalle grandezze V, R0, b, e t secondo la legge
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L'incertezza di misura di y nasce dalle singole incertezze u (xi) (indicate anche con ui ) delle singole grandezze di ingresso xi nell'equazione (2). Nell'esempio (3) l'incertezza di misura della potenza stimata P deriva dalle singole incertezze dei valori stimati della differenza di potenziale V, resistenza R0, coefficiente di temperatura b, e temperatura t. Questi vengono chiamati contributi di incertezza e vengono normalmente classificati in base al metodo utilizzato per calcolarli. Incertezza
di tipo A Incertezza
di tipo B Come valutare i contributi di tipo A La valutazione di un contributo di tipo A è basata su un qualsiasi metodo statisticamente valido. Esempi: calcolare la deviazione standard della media di una serie di osservazioni indipendenti; utilizzare il metodo dei minimi quadrati per adattare una curva ai dati, definendone i parametri e le loro deviazioni standard, eseguire una analisi della varianza (ANOVA) per analizzare e quantificare gli effetti casuali in determinati tipi di misure. Media e deviazione standard Come esempio di valutazione di tipo A, consideriamo una quantità Xi il cui valore è stimato da n osservazioni indipendenti Xi ,k di Xi ottenute con identiche condizioni di misura, in questo caso la stima di xi è la media campionaria
e l'incertezza standard u(xi) associata ad xi è la deviazione standard della media campionaria
Attenzione al termine
'della media campionaria', non dimenticare di dividere
per la radice di n la deviazione
standard (quella con il termine (n-1) sotto radice). Come valutare i contributi di tipo B Un tipico contributo di tipo B è il dato di incertezza prelevato, ad esempio, da un certificato di taratura di un campione di riferimento (chiamato campione di prima linea). Attenzione: si deve prendere l'incertezza composta e depurare, in questo caso, il fattore di correzione!. Se sul certificato è riportata l'incertezza estesa (come normalmente accade) questa va divisa per il fattore k. Tutti i termini che entrano nel bilancio delle incertezze devono essere omogenei! I contributi dell'incertezza di misura, come visto sopra, possono essere di due tipi: Incertezza standard di tipo A: Un contributo di incertezza ottenuto da una valutazione di tipo A è rappresentato da una deviazione standard della media campionaria valutata statisticamente si, ed è pari alla radice quadrata della varianza stimata statisticamente si2, con l'associato numero di gradi di libertà vi. Per questo contributo l'incertezza standard è ui = si. Incertezza standard di tipo B: Un contributo di incertezza ottenuto da una valutazione di tipo B è rappresentato da una quantità uj , considerata come una approssimazione della corrispondente deviazione standard. Essa è la radice quadrata di uj2, considerata come un'approssimazione della varianza corrispondente, ed è ottenuta sulla base di una distribuzione di probabilità ipotizzata in base alle informazioni disponibili. Poichè uj2 viene tratta a tutti gli effetti come se fosse una varianza e uj come se fosse una deviazione standard, per questo contributo l'incertezza standard è uj.
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